Intervista a Maria Zamponi

mariaVi sono mancate Le interviste del Semaforo blu?

E si ci abbiamo messo un po’ ma eccoci qui la prima intervista della stagione è alla nostra ultima arrivata: Maria Zamponi che ci è sembrata abbastanza felicemente matta da salire a bordo della nostra impresa.

 

Ciao, Maria raccontaci di te

Buongiorno, sono Maria Zamponi.

Mi presento sempre così, anche se, nonostante i 39 anni il mio cognome -pur andandone fiera- mi mette sempre un po’ a disagio perché durante l’infanzia fonte di giochi di parole ed assonanze poco lusinghiere. Ma si sa: non si esce vivi dall’adolescenza. Sono una signora ormai, particolarmente attaccata alla propria fanciullezza, abito a Roma, sono emotiva, sono fortunata perché piena di legami meravigliosi, sono mutaforma, convinta che non ci si salvi da soli, mamma, vagamente artistica, impeccabile nel lavoro di gruppo, pasticciona nella gestione della mia persona ed ho una smodata passione per le parole ed, ovviamente, i libri. Oserei dire di essere una bibliomane: da piccola, prima di addormentarmi chiedevo sempre a mia madre di darmi una “padellata” di libri da tenere nel letto con me, da ragazza, nel bel mezzo di una serata fra amici (non importa dove ci si trovasse), tiravo fuori un libro dallo zaino e chiedevo: “Posso leggervi una cosa?”, da grande giro ancora, sulla soglia dei 40 con pesanti borse piene di libri, per mia figlia e per me. Non importa che poi questi libri si leggano o meno nell’immediato, l’importante è che siano a portata di mano. E’ una sensazione che mi dona conforto.

 

Cosa hai fatto prima di diventare Semafora?


 Beh, faccio cose e vedo gente certamente. Poi: prima sono stata un’attrice di teatro, insegnante di teatro ed anche un po’ scribacchina (e contestualmente cameriera, cuoca, barista e studentessa di humanae litterae), poi sono diventata madre e mi sono trasformata in una commessa di prodotti erboristici e biologici per un po’, sospendendo l’esercizio di alcune passioni, ma senza mai mollare un’insana curiosità che mi porta ad approfondire più o meno inutilmente troppe cose. Stufa di questo cambiamento mi sono licenziata, ed ho iniziato a riprendere i fili del mio passato e dei miei desideri iniziando a lavorare con la prima infanzia come lettrice ed insegnante di teatro. Ho ripreso anche a collaborare con una compagnia teatrale di artisti ed amici. Queste esperienze, piccole e aurorali, mi hanno restituito gioia ed un chiaro contatto con una dimensione interiore e personale, al di là della novità della maternità, o delle circostanze. Ho deciso di dare una struttura a questo nuovo momento e ho studiato per diventare un’educatrice ludica. Nel mentre ho cominciato (assieme a vari tirocini formativi in diverse realtà educative) a sperimentarmi come conduttrice di laboratori non più unicamente teatrali, ma anche grafico-pittorici, sensoriali, euristici… ed è qui che, iniziando a collaborare con varie realtà sul territorio di Roma, ho incontrato sul mio cammino Giulia, Francesca e Mariella nella loro luminosa libreria Ponteponente. Ho proposto il mio lavoro in tutti quei luoghi che immaginavo potessero essere affini, e fra le braccia del Semaforo Blu ho trovato ascolto e stima (ma non solo, perché una grande fiducia mi è stata data anche dalle Ass. Mamme and the city e La Bottega Fantastica, dalle librerie indipendenti Koob ed Eco di Fata, dalla Fondazione Parole di Lulù con l’esperienza della Casa dei Bimbi, con i laboratori presso lo studio di logopedia e psicoterapia Centro Pieralice e per il servizio clinico di sostegno Oplà per la Famiglia). Questa città (Roma ndr) a volte non è cattiva e puzzona come sembra e nello stordimento del calviniano mare di possibilità si possono trovare pepite che brillano anche per te.

 

Maria, ha partecipato ai centri estivi, poi a Scelte di classe e ci è sembrata a suo agio con noi, gli orari le attività, e tutto quello che comprende una piccola impresa come la nostra. E quindi come ci dice lei:
Dopo un anno pieno di collaborazione sempre più assidua con le “Semafore” ho ricevuto una proposta che non si poteva rifiutare: salire a bordo. A bordo con tutti gli annessi e connessi, e dunque, oltre alle splendide attività che l’Associazione svolge sul territorio, anche la Libreria! Non mi dilungo nel descrivere quanto mi abbia resa felice questa offerta. Dirò solo che la sensazione è stata di arrivare a chiudere un cerchio che percorrevo da sempre, dirò che mi avete dato l’opportunità di poter piantare e coltivare in un unico giardino tutti i semi che amo di più, raccolti nel vento dei miei anni di formazione e di crescita. E mi sento a casa, in un posto dove so che posso contribuire con i miei personali strumenti nel costruire ponti.
Perché – in fondo- cosa ce ne facciamo dell’arte, dell’educazione, delle parole, della bellezza, se non possiamo costruire ponti?
Mai saputo di un uomo capace di costruire un ponte da solo.

 

Ecco adesso la conoscete anche voipotevamo perderla?

Buon lavoro Maria!