Intervista a Massimiliano Maiucchi

massimilianoIntervista a Massimiliano Maiucchi

Lo conosciamo da sempre, Massimiliano, Miaucchi, in arte Jully,  abbiamo usato e riusato le sue filastrocche, cantate, ballate, mimate, in molteplici contesti, dal nido, ai centri accoglienza, dagli incontri per i più piccoli ai workshop per gli adulti, insomma siamo anche un po’ sue fan. Così abbiamo pensato di rivolgergli qualche domanda e lui, come sempre disponibile, ci ha risposto.

Massimiliano, in arte Jully, quando cominci la tua avventura con il teatro e le filastrocche?

L’avventura con il teatro è nata nel 1995, quando insieme ad Andrea Calabretta ci siamo iscritti alla scuola di teatro popolare diretta dal grande Fiorenzo Fiorentini,  che ci ha trasmesso l’arte della pausa comica di cui lui era un maestro. Tra gli alunni della scuola legammo subito con un giovanissimo Daniele Miglio e insieme formammo un trio e portammo in scena due spettacoli teatrali scritti da Andrea Calabretta: “Il pifferaio di Hamelin” e “I cavalieri della favola Rotonda” e uno spettacolo di varietà dal titolo difficilissimo: “lovertanga lattonzola dibiritullera” inventato dalla Dottoressa Rosanna Vano l’ideatrice della manifestazione “Invito alla lettura” a Castel Sant’Angelo. 

Nel gennaio del 1998 ho scritto la mia prima filastrocca e ho subito cominciato a raccontarle ai bambini e a drammatizzarle usando oggetti e pupazzi che trovavo a casa e in giro.

Nel 2000 avendo lasciato la strada del teatro, mi sono dedicato completamente alla filastrocca, ho cominciato a mimarla, a cantarla e a costruire insieme a Silvia Micali e Diana Doveri tutti gli strumenti per visualizzare le parole dei versi, come i guanti animati e libroni pop-up che  uso ancora oggi nei miei spettacoli.

Quando poi ho conosciuto Alessandro D’Orazi al concerto dei CiaoRino, ha preso corpo il  progetto delle filastrocche cantate e nel 2009 sono tornato a teatro con lo spettacolo “La musicastrocca” che da dieci anni è in cartellone al teatro Verde di Roma. Ora ho anche altri spettacoli che porto nei teatri: “Tana libera tutti” con il mio caro amico Daniele Miglio e “Chissàchilosà e il mago Rubafiabe” tratto dall’audiolibro edito dall’Anicia, scritto e recitato con Vittorio Marino, ideatore della storia, e con la partecipazione di Daniele Miglio e le musiche di Alessandro D’Orazi. Insomma  le due strade del teatro e della filastrocca si sono unite e poi diramate.

Una lunga avventura, ma a chi ti ispiri? Cosa ami leggere ed ascoltare?

Io cerco di prendere ispirazione da ogni cosa, spesso è il presente, l’attimo che viviamo a darci l’ispirazione, poi c’è anche un ispirazione legata a chi ci ha preceduto e se siamo stati colpiti da qualcuno e lo abbiamo osservato, possiamo ripetere a modo nostro quello che abbiamo visto e assimilato. Ultimamente leggo e ascolto quasi sempre libri e musica per bambini e guardo molti film per ragazzi. Leggo i classici della letteratura per l’infanzia, ma anche i libri degli autori che ho avuto il piacere di conoscere, di Nicola Brunialti ho letto quasi tutto. 

Cosa ti diverte di più e di meno  nel tuo lavoro?

Il mio lavoro oltre ad essere un lavoro è anche una passione, una missione e un divertimento. Ho cominciato a lavorare con i bambini nel 1989, quando con alcuni amici abbiamo frequentato un corso di formazione per animatori organizzato da “La luna nel pozzo”. Poi nel 1994 sono stato co-fondatore della associazione “Il flauto magico”. In trent’anni di lavoro avrò animato migliaia di compleanni e ho lavorato per moltissimi centri estivi, insomma ho avuto una grandissima esperienza sul campo, anzi lavorando con i bambini diciamo “sul campetto”. Lavorare con i bambini è molto faticoso, ti prendono tantissima energia fisica e mentale, ci vuole tanta pazienza, tanta voce, un enorme bagaglio ludico per affrontare ogni situazione e un animo sempre acceso e curioso. Comunque penso che gli anni dell’infanzia siano bellissimi e lavorando con i bambini si ha la possibilità di entrare ogni giorno nel loro “piccolo mondo” e guardando la vita dal basso si vedono tantissime stelle.

 

 

 

A quali filastrocche sei più legato e perchè?

Io sono legato ad ogni parola, ad ogni rima e ad ogni filastrocca, che ho scritto in questi 22 anni. Ieri ho scritto la numero 1807, ogni volta che ne arriva una nuova la scrivo al volo, poi su un bellissimo quaderno (ne avrò finiti una ventina), poi la scrivo sul computer e ogni tanto le stampo e le faccio rilegare, a casa ho dieci libroni e presto dovrò fare “L’undicesimo volume forse ultimo” ( cosi ho chiamato il file che le raccoglie). Insomma il mio motto è “ORDINE E FANTASIA” e la filastrocca somiglia infatti ad una matematica fantastica di sillabe e fotografie. Dal cuore alla testa, dagli occhi alla bocca.

Comunque sul podio ci metto: LA FIFASTROCCA, CARLETTO E LA BICICLETTA E GIOCHI SPAZIALI

Quali sono i tuoi progetti futuri?

A fine Ottobre uscirà un nuovo libro con la Palombi editori. E’ un libro per me importantissimo per vari motivi. Sarà un libro rivolto a tutti, bambini e adulti, si chiamerà “ROMA FA RIMA” con circa 80 filastrocche dedicate ai luoghi, al cibo, ai personaggi ai mezzi di trasporto e alla romanità,  le illustrazioni le ha realizzate il grandissimo Fabio Magnasciutti ( ci conosciamo da quando siamo bambini) nel libro c’è “LA VITA E’ COME UN VIAGGIO” una lunga rima che racconta e descrive la mia mamma. Per presentare il libro e portarlo in teatro, ho iniziato una collaborazione con un anima romana, il cantautore Sandro Scapicchio per fondere il canzoniere di Roma alle filastrocche del libro.

Sogni nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è di fare un film d’animazione e penso che l’audio libro “CHISSA’CHILOSA’ E IL MAGO RUBAFIABE” che abbiamo scritto a quattro mani con Vittorio Marino, sarebbe fantastico. “LE PAGINE SFOGLIAVA LECCANDOSI LE DITA, SE LEGGI C’E’ DUE VOLTE: NEL LIBRO E NELLA VITA!”

https://www.facebook.com/massimiliano.maiucchi