Intervista ad Alessandra Starace, Libreria dei Ragazzi Milano

alessandra starace

Intervista ad Alessandra Starace direttrice della Libreria per ragazzi di Milano

La Direttrice della libreria per ragazzi di Milano, Alessandra Starace, è una libraia romana di lungo corso, ma non solo, è anche una studiosa di letteratura, conosce,legge e recensisce un numero infinito di  libri,  gestisce e propone seminari di formazione per adulti e molto altro. Per chi la conosce di persona è soprattutto una persona appassionata e generosa così l’abbiamo conosciuta anche noi e di fronte ad una piadina e una birra abbiamo pensato di rivolgerle qualche domanda.

Cosa volevi fare da piccola? Hai sempre desiderato essere una libraia?

Ebbene sì, da bambina volevo fare la libraia. In famiglia si leggeva molto, si parlava molto di libri e quindi ero già molto appassionata fin da piccola. Dopo il liceo scientifico a Roma, ho cominciato a lavorare presso una libreria di quartiere. Lavoravo d’estate fino a dicembre, nel frattempo studiavo alla Sapienza, Lettere. Mi sono laureata in Storia. Dopo la laurea ho fatto un corso librai di Rizzoli e poi ho lavorato per 19 anni in Feltrinelli. In giro per l’Italia da nord a Sud, dalla Sicilia alla Sardegna.

Tu cosa consiglieresti ad un aspirante libraio o libraia?

Per prima cosa consiglio di spolverare gli scaffali, si impara stando in libreria, mettendo in ordine i libri, osservando, ascoltando. Poi naturalmente, ma è bene non darlo per scontato, consiglierei di leggere tanto tanto, infine, direi che per essere un bravo libraio bisogna essere “sognatori pragmatici” cioè avere comunque i piedi per terra. Lo sforzo maggiore bisogna farlo nel creare un lettore per “sempre”, non solo nel vendere un libro per oggi. Quindi ascoltare le esigenze della persona che chiede il consiglio, capire cosa cerca, aiutarla in questo percorso di scoperta personale.

Hai sempre avuto questo interesse per il settore ragazzi o ci sei arrivata dopo?

No, sono una libraia che ha lavorato sempre senza considerare i limiti tra settori. Non penso al libro per ragazzi, ma penso al bel libro. Nel settore ragazzi bisogna lavorare con l’adulto che compra, quindi educare l’adulto che sceglie il bel libro per il figlio, il nipote. Ogni giorno nascono bambini e ogni giorno nascono genitori, quindi non dobbiamo stupirci del fatto che non tutti conoscono Lionni, per esempio, è normale che sia così, anzi è proprio questo che mi permette di lavorare continuamente sulla scoperta del lettore e della lettura.

Visto che sei  libraia da tantissimo tempo, 20 anni ormai, puoi dirci se sono cambiate molto le cose nel settore, cosa vedi di diverso?

No, le esigenze delle persone che entrano in libreria sono le stesse di sempre. Sono esigenze relative proprio alla persona umana, il desiderio di amicizia, di non sentirsi soli, di superare paure e così via. La cosa che è enormemente cambiata è la scelta. C’è una scelta grandissima adesso soprattutto per bambini e ragazzi e anche più cura in quello che viene proposto e più attenzione.

A questo punto non possiamo fare a meno di chiederti quali siano i tuoi libri preferiti? Qual è il libro che ti ha fatto diventare lettrice ?

Il mio primo libro è stato Heidi di Johanna Spyri, l’ho letto da sola a 6 anni e mezzo. Mi ha fatto conoscere cose che non conoscevo, le montagne, ad esempio, visto che vivevo al quarto piano di un palazzo a Roma; e poi mi ha trasmesso l’idea che con un libro non si è mai soli, Heidi impara a leggere per superare la nostalgia delle sue montagne. Insomma un libro ti salva, ti aiuta, ti accompagna.

Il libro che consiglio a tutti sempre è L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono. Mi ha sempre colpito il fatto che quest’uomo semina senza aspettarsi niente, ma con convinzione e continuità. La sua resilienza, la capacità cioè di resistere anche quando le cose non vanno bene, e di continuare a portare avanti il suo progetto, proprio la determinazione di un uomo solo che può cambiare il contesto in cui vive.

Ed infine Skellig, mi ha sempre fatto pensare all’idea che con l’immaginazione puoi arrivare dappertutto.

Alessandra ha molto ancora da dirci e da raccontarci, ma il tempo stringe e l’ultima domanda è sempre rivolta al futuro, quali sono i tuoi prossimi progetti?

Vorrei che la lettura da individuale  diventasse sempre più un mezzo di condivisione e di dialogo tra le persone. Io credo nelle storie e nella forza della narrazione che due o più persone possano scambiarsi tra loro, nella necessità di ritrovarsi intorno alla narrazione, un po’ come avveniva una volta attorno al focolare.

Grazie Alessandra! Alla prossima