Intervista ad Antonella Ranieri

“Sono un contratto implicito tra una cocciuta sognatrice e una  pilota errante in universi immaginari, praticamente una persona fortunata. Cosi mi sento da quando ho iniziato a lavorare con i libri e i bambini. E’ successo quasi per caso, ormai più di sedici anni fa, dopo un corso di lettura espressiva organizzato nella Scuola dell’Infanzia del mio primogenito. Da quel momento non ho mai mollato.”

Comincia così questa intervista con Antonella Ranieri, amica conosciuta nei corsi per formatrici di lettori volontari di Nati per leggere e con la quale così tanto condividiamo. Cocciute lo siamo, sognatrici anche, insomma dovevamo per forza diventare colleghe e  amiche  e così abbiamo pensato di presentarla anche  a voi.

Antonella continua : “ Se mi guardo indietro vedo rami di storie cucite sulla mia pelle. La mia infanzia non è stata esattamente un territorio di libri e racconti e sono cresciuta con l’idea che bisognava procurarsele le storie, alla ricerca di quella giusta capace di aprire varchi impossibili. Questa caccia si è intensificata nell’età adulta, dapprima come madre, poi da appassionata professionista. Scegliere un libro e esporlo ai bambini è un vero e proprio atto di responsabilità che richiede cura, attenzione, ricerca, studio, onestà umana e intellettuale. Cosi ho iniziato a studiare, leggere , approfondire, seguire seminari, frequentare fiere e libri e soprattutto ho imparato a leggere i volti dei bambini. Negli ultimi anni mi sono dedicata alla formazione degli insegnanti, degli educatori, di operatori e curiosi sulle strategie attive della lettura. Condivido con loro possibili percorsi per motivare i bambini alla lettura

Antonella sappiamo che hai svolto numerosissimi progetti, ci puoi raccontare i più significativi ed importanti?                                                                                                                               Ho avuto la fortuna di condividere un pezzo della mia avventura con un’ Associazione di lettori di cui sono stata anche Presidente e di progetti ne ho portati avanti molti, ma un paio non hanno mai smesso di abitarmi. Uno, che ricordo sempre con un velo di commozione, riguarda il terremoto dell’ Aquila che ha colpito la mia terra nel 2009. In quella triste occasione, in pochissimo tempo, si è costituita una rete di Associazioni, Biblioteche, lettori, promotori, uomini e donne di buona volontà per ricostruire il patrimonio librario andato in fumo. Un’occasione di crescita, di fiducia nell’altro, di scambio gratuito di azioni e emozioni, tutti in campo ad offrire ciascuno il proprio contributo, il proprio sapere e saper fare. In quella occasione ho sperimentato davvero la funzione salvifica delle storie. L’altro, invece, è un Progetto fatto in carcere e rivolto ai papà detenuti a sostegno della genitorialità attraverso i libri e le storie. Un’esperienza che mi ha perforata e ha contribuito a dare un senso al mio lavoro e alla mia ricerca personale. Entrambi i progetti hanno ricevuto riconoscimenti importanti al Salone Internazionale del Libro a Torino.  

 Sicuramente nei tuoi incontri in giro per l’Italia saranno successe tante cose interessanti, vuoi condividere un ricordo con noi?
Di aneddoti da raccontare ne avrei tanti, in sedici anni ho incontrato migliaia e  migliaia   di bambini, ragazzi, genitori, insegnanti. Ho bisbigliato in minuscole orecchie, trattenuto il fiato su pagine e parole ,  ho sigillato negli occhi dei  bambini segreti altri, ma c’è un episodio accadutomi qualche anno fa che mi fa sorridere ancora. Un giorno, una bimba di circa 6/7 anni, a conclusione di una lettura in classe, mi ha chiesto: “ Va bene, questa storia mi è piaciuta. Hai intenzione di scriverne altre? No, perché , se vuoi, ti aiuto io, così fanno ridere di più”. Per una manciata di secondi non sono stata capace di distogliere lo sguardo da quella bimbetta impertinente e poi sono scoppiata in una fragorosa risata. Lei mi ha puntata, aggiungendo: “ Pensavo che ti eri arrabbiata !”. 

 Quali sono i tuoi progetti futuri? Quali i tuoi sogni?   

 Nella mia testa c’è un magma di progetti che si spingono per accomodarsi al meglio. Ora , più che mai, avverto l’esigenza di fermarmi  a raccogliere e a dare un ordine alle mie esperienze. Credo molto nello scambio delle buone pratiche e da anni lavoro per costituire, qui in Abruzzo, un gruppo di insegnanti e appassionati per sperimentare nuove strategie intorno ai libri e alla lettura. Parallelamente continuo la mia ricerca  sulla costruzione del libro come spazio espressivo alternativo e strumento di indagine emotiva e relazionale, sia per adulti che per bambini. L’ultimo piccolo desiderio è l’allestimento di una piccola Biblioteca/atelier nella mia casa in campagna, proprio nel paesello, vista mare e monti, dove ho vissuto per 18 anni e non ho mai visto l’ombra di un libro per bambini, né di una biblioteca. E’ un impegno che ho con Antonella Bambina. Il ciliegio all’ingresso è già stato piantato.                                                                                                                                                      

Allora aspettiamo di vedere anche noi il ciliegio all’ingresso! Grazie Antonella alla prossima

 

 

 

 

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